Dalla Caserma Vecchia, sotto il Passo del Chiodo, prende il via l'ultima tappa del nostro percorso, che ci conduce verso la suggestiva Conca della Nave, alla sella e quindi alla vetta del Monte Penna, punto più alto dell'intero itinerario iniziato a Fornovo nel mese di marzo. Dopo circa 100 km di cammino, raggiungiamo cosi uno dei luoghi più iconici e affascinanti dell'Appennino. Non è un caso che proprio il nome "Penna" richiami un'antichissima radice legata alle montagne: secondo una suggestiva interpretazione, il toponimo sarebbe riconducibile a "Pen" o "Penn", divinità delle vette venerata dalle antiche popolazioni liguri e celtiche. La stessa radice, con il significato di "altura", "cima" o "montagna", potrebbe essere all'origine del nome "Appennini", a testimonianza dell'antichissimo legame tra queste montagne e la spiritualità dei popoli che le abitavano.
Dalla vetta proseguiamo in direzione sud-ovest, scendendo verso il Passo Incisa. Una comoda carrareccia ci accompagna fino alle sorgenti del fiume Taro (km 5,6), da dove imbocchiamo un breve sentiero in salita che ci conduce al Rifugio Faggio dei Tre Comuni. Da qui affrontiamo la seconda e più impegnativa salita della giornata, che ci porta fino alla cima occidentale del Monte Trevine. Una volta raggiunta la sommità, ci attende un panorama spettacolare, un'autentica ricompensa per la fatica della salita. Riprendiamo quindi il cammino verso nord-ovest, passando nei pressi della suggestiva Caverna del Vento Freddo, per poi seguire il sentiero dedicato a Giannino Agazzi fino a raggiungere le sorgenti del fiume Ceno prima di ritornare al luogo di partenza e arrivo di questa ultima e significativa tappa.
IMPORTANTE: L'escursione è classificata con grado di difficoltà E ma presenta alcuni punti classificabili EE (Escursionisti Esperti), ovvero tratti sia in salita che in discesa che richiedono particolare attenzione, passo sicuro e adeguata esperienza su terreno montano.