Rifugio Mariotti

Rifugio Mariotti

Mercoledì, 20 Dicembre 2017 19:47

Rifugio: Giovanni Mariotti al Lago Santo

  • Comune di Corniglio (Parma)
  • m.s.l.m. 1507
  • Tel. 0521.889334
  • Posti n° 42
  • Acqua calda
  • Apertura: estiva, da dicembre a maggio nei fine settimana e festivi, Natale e Pasqua.
  • Chiuso: novembre
  • Note: accesso con seggiovia (informarsi presso il rifugio circa periodi e orari di apertura)

Gestore: Marcello Montagna
Sito Web: www.rifugiomariotti.it
Telefono Fisso Rifugio: 0521 889334
Cellulare Rifugio: 334 3161069
Cellulare gestore: 349 2260668

pdfTariffario_Rifugio_Mariotti-2018.pdf

Vie di accesso:
da Lagdei: Sentiero CAI 723 (Direttissima) ore 0,40 – diff. E - Sentiero CAI 723A (Panoramica) - ore 0,45 – diff. T
da Cancelli: Sentiero CAI 723B (Carbonaie) ore 1,00 – diff. E
da Lagoni Sentiero CAI 719 ore 4,15 – diff. E
Escursioni:
Monte Marmagna Sentiero CAI 723 ore 1,15 – diff. E
Monte Orsaro Sentiero CAI 723 – 729 – 00 ore 2,00 – diff. E-EE

 cartina mariotti
Estratto da: “Carta escursionistica – Alto Appennino Parmense Est” scala 1:50.000 - Regione Emilia-Romagna, Club Alpino Italiano
Edizione 1999 – Ordis srl, Piacenza

Alte Vie
Il rifugio Mariotti è posto tappa della GEA (Grande Escursione Appenninica), l’escursione a tappe che percorre tutto il crinale appenninico Settentrionale. Nel tratto parmense la GEA si snoda per lo stesso percorso seguito dal Sentiero CAI 00 che definisce il crinale principale che delimita il confine tra Emilia-Romagna e Toscana.

Emergenze naturali
Il Rifugio Mariotti, già all’interno del Parco Regionale dei Cento Laghi, è attualmente parte del neonato Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano (DPR 21 maggio 2001) caratterizzato, nel tratto parmense, dalla presenza di innumerevoli laghi prevalentemente di formazione post-glaciale, succeduti al ritiro della glaciazione del Wurmiano. Molto caratteristico è l’uniformità di angolazione delle formazioni di arenaria macigno prospicienti il crinale, effetto esteso dell’elevazione dell’Appennino a causa dello scontro delle falde tettoniche.

Emergenze antropiche
La presenza di stalle e ricoveri di emergenza di pastori eretti nei secoli passati manifestano la prevalenza dell'economia pastorale cui erano dedicate le montagne parmensi, oltre alla produzione di carbonella (il sentiero CAI 723B percorre un’antica mulattiera appositamente realizzata per congiungere le carbonaie disseminate lungo i versanti del monte Sterpara).
Lungo il crinale principale, sentiero CAI 00, è interessante la serie di cippi confinari collocati nel 1828 a delimitare i confini tra i Ducato di Parma ed il Granducato di Toscana.

Breve storia del rifugio
(liberamente tratto da “I cento anni del rifugio G.Mariotti al Lago Santo”, CAI Parma, 1982)
La prima capanna-ricovero al Lago Santo fu compiuta nel 1882 e solennemente inaugurata il 12 settembre di quell’anno con accensione di falò sulle cime circostanti, illuminazione del lago e “varo” delle due imbarcazione “Parma” e “Reggio” a memoria delle due città che all’epoca costituivano la proprietaria Sezione dell’Enza.
L’antica costruzione, in muratura di pietrame tradizionale e copertura in lastre di arenaria, è ancora chiaramente ravvisabile nell’edificio odierno in corrispondenza dei locali prospicienti il lago occupati dagli attuali stanza-bar e superiore camerata. Per la sua costruzione fu parzialmente sfruttato un promontorio di roccia che prospettava il lago ed una gettata di macigni ben inferiore all’estensione dell’attuale cortile.
Già nel 1891 la Sezione procedette ampliamento della capanna-ricovero, prolungandone il lato nord con la costruzione sempre in muratura di altri due locali. A questo punto il rifugio era costituito di quattro stanze di cui due (camerata e cucina) per i soci CAI e le altre due, con stessa ripartizione, per gli altri escursionisti.
Con la Grande Guerra il ricovero fu oggetto di devastazione e spogliato di ogni suppellettile.
È nel 1924, il 14 giugno, che il rifugio fu rinaugurato alla presenza dell’on. Giuseppe Micheli dopo le opere di ricostruzione cui succedettero ulteriori ampliamenti nel retro dell’edificio con la costruzione di due ulteriori locali (uno la piano terra ed uno al superiore) che furono inaugurati dal sen. Giovanni Mariotti nei giorni 2 e 3 febbraio 1929.
Ed a questi, l’11 agosto 1935, pochi mesi dopo la sua morte, alla presenza del Presidente Generale del CAI fu dedicato il Ricovero del Lago Santo che, con scoperta la lapide che ne ricorda la decennale presidenza della nostra Sezione, da quel momento acquista il nome di Rifugio Giovanni Mariotti al Lago Santo Parmense.
Da lì a poco, il rifugio conobbe le devastazione della guerra. La sera del 18 marzo 1944 fu oggetto di una aggressione fascista un gruppo di partigiani asserragliati nel rifugio. La inevitabile battaglia, ricordata anch’essa in una lapide eretta sul muro del rifugio, si concluse due giorni dopo qualora i partigiani assediati riuscirono a rompere l’accerchiamento e portarsi verso il Monte Orsaro. Ai danni del combattimento si aggiunsero le devastazioni provocate dalla immediata rappresaglia dei tedeschi e fascisti.
Nel dopoguerra, con non poche difficoltà, furono effettuati i lavori di ripristino e riattamento del rifugio che fu reso interamente funzionante nel 1950.
Alle costanti cure e miglioramenti che si succedettero negli anni, di particolare rilevanza furono i lavori che impegnarono tutta la Sezione sotto la direzione del presidente Romano Sarti che dal 1977 al 1980 rese attuale la costruzione dell’edificio.

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